Ailanto
Ailanthus altissima
Descrizione
Albero con fogliame deciduo; chioma globosa, irregolare,
di colore verde chiaro; tronco eretto, ramificato, pollonifero; corteccia
grigio brunastra intera ma ruvida con striature più chiare negli esemplari
adulti.
Foglie composte
imparipennate (fino
a un metro) formate da 13-33 foglioline lanceolate,
con odore sgradevole; hanno base asimmetrica e margine grossolanamente
seghettato.
In autunno le foglie assumono talora un’attraente colorazione rossa-dorata,
come i semi che vengono diffusi dal vento con movimento rotatorio.
I frutti sono samare
lanceolate, brunastre, in densi grappoli penduli, con seme centrale e
ala ritorta; presenti anche in inverno.
I
fiori sono giallo verdastri raccolti in pannocchie
erette e apicali (15-20 cm) fiorisce in estate da giugno a luglio.
Origine e habitat
L’Ailanto è stato introdotto in Italia dalla Cina nel
1760. si è naturalizzato in tutto il nostro paese e viene usato a volte
per il rivestimento di pendici detritiche, dato che si propaga rapidamente
su terreni di scarico o abbandonati. Ciò è dovuto alla sua abbondante
produzione di polloni,
alcuni dei quali spuntano a distanze ragguardevoli dall’albero di origine.
È una specie assai rustica e resistente alla siccità.
Per queste sue caratteristiche è da utilizzare con prudenza,
in quanto può diventare una pericolosa pianta infestante in luoghi dove
la sua presenza non è desiderata. Nella riserva naturale del’isola di
Montecristo, per esempio, una delle minacce più gravi della conservazione
della vegetazione naturale è costituita dall’Ailanto.
Impieghi
Questa pianta fu introdotta nell’isola nel secolo scorso
e finora non si è riusciti a estirparla, dato che sradicarla è difficile
e il taglio stimola l’emissione di nuovi polloni.
La sua introduzione era dovuta però al tentativo di iniziare l’allevamento
di un lepidottero chiamato “sfinge dell’Ailanto” in sostituzione del baco
da seta la cui sopravvivenza in quel periodo era minacciata da un’epidemia.
Il legno dell’Ailanto è bianco e assomiglia a quello dei frassini.
Può produrre una cellulosa di buona qualità ma non viene utilizzato industrialmente.
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