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Cipresso

Cupressus sempervirens

Famiglia Cupressacee

Descrizione

La chioma è generalmente stretta e colonnare, terminante a punta, anche piramidale, con rami orizzontali. La corteccia è grigio bruna, con fessure spiralate. Le foglie, di colore verde scuro, sono piccole e simili a squame triangolari, disposte in serie embricate che coprono completamente i rametti. I coni maschili si trovano sulla punta dei rametti, sono verdastri e ovali, lunghi 3 mm. I coni femminili sono verdarsti e oleosi; dapprima sono di colore rosso bruno scuro, poi grigio pallido e ciascuna squama porta una spina.

Origine e habitat

E' un albero originario del Mediterraneo orientale; sembra che siano stati i Fenici ad introdurlo in Italia. Predilige i climi asciutti e caldi. Attualmente è una specie tipicamente mediterranea e lo possiamo trovare, nei paesi più caldi, fino a 1000 metri di quota. Non forma boschi ma convive con cedri, pini, abeti, querce, carrubo, olivastro, ginepri e albero di Giuda.

Impieghi

Il Cipresso ha un legno duro, compatto, che non si deteriora facilmente, e dotato di un aroma intenso utile per tenere lontane le tarme. Viene utilizzato per mobili ed ebanisteria. Dai rametti si estrae un olio dalle proprietà balsamiche (oleum cupressi).

Curiosità

Il Cipresso è sempre stato un albero importante per tutte le civiltà mediterranee. I medici greci prescrivevano ai malati di polmoni un soggiorno a Creta, sotto le chiome dei cipressi selvatici. Ha sempre avuto anche un'importanza rituale nel culto dei morti, una caratteristica questa che si è conservata in qualche modo fino ai giorni nostri.

Galleria fotografica

 

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