n.6, FEBBRAIO 2005

I COLMI

DI SEBA E NIC

 

Per un canguro ?
Avere le borse sotto gli occhi.

Per un marziano ?
Avere l’ernia al disco.

 

 

Per un idraulico ?
Avere il naso che gocciola.

Per un paracadutista ?
Giurare di non cascarci più.

Per un criminale ?
Indossare abiti ricercati.

Per un dentista ?
Essere incisivo.

Per una disoccupata ?
Chiamarsi Assunta.

Della gentilezza ?
Svegliarsi a mezzanotte per dare il benvenuto al buon giorno.

Per Pavarotti ?
Più colmo di così.

Per un cuoco ?
Essere preso per i fornelli.

Per un sub ?
Perdersi in un bicchier d’acqua.

Dell’ ignoranza ?
Non lo so.

Per un avvocato ?
Accusare la stanchezza dopo un processo.

Per un astronauta ?
Essere un uomo terra-terra.

Per un ape maschio ?
Non potere entrare in casa perché la moglie ha dato la cera.

Per un barbiere?
Perdere il treno per un pelo.

Per un mangiatore di fuoco?
Avere bruciori di stomaco.

Per un venditore di camicie?
Sudarne sette per venderne una .

Per una rosa?
Avere tante spine ma nessuna presa.

Per una sogliola?
Lamentarsi di una vita piatta.

Per un pavone?
Dover fermarsi per cambiare la ruota.