n.7, MARZO 2006

Venezia fotografata da Mauro Breda

UNA CITTA' IN BIANCO E NERO

Da figlia a padre: intervista di Roberta Breda

 

 

Quando ti è nata la passione per la fotografia?
Durante il servizio militare nel 1981. Usavo una vecchia KodaK di mio padre.

Come ti è venuta l’idea del libro? Qualcuno ti ha stimolato o incoraggiato?
Dopo aver partecipato a molte esposizioni collettive ed individuali si prende consapevolezza
del proprio lavoro stimolato dalle critiche delle persone competenti nel settore.

Come mai la scelta del bianco e nero?
Perché il bianco e nero sono l’essenza dell’immagine e chi guarda le fotografie non deve
farsi distrarre dal colore ma interpretare il significato reale della foto.

Quanto tempo c’è voluto per raccogliere il materiale?
Le immagini sono frutto di anni di lavoro, ripresa, sviluppo e stampa. La scelta delle foto-
grafie per il libro è un’ulteriore lavoro di scelta finalizzata alla pubblicazione.

Hai incontrato difficoltà nella pubblicazione del libro?
Si molte. E’ difficile trovare un editore che abbia fiducia di un autore sconosciuto e che
abbia la convinzione che il prodotto finale, una volta uscito in libreria, possa piacere
alla gente.

Sei rimasto soddisfatto del lavoro finale?
Si, all’ottanta per cento. La copertina mi sarebbe piaciuta un po’ più rigida, alcune foto
all’interno potevano essere stampate con più cura rispetto all’originale che ho presen-
tato in tipografia, ma tutto ciò avrebbe fatto aumentare troppo il prezzo del libro.

Come facevi a sapere quando era il momento di “scattare” la foto?
Il reportage non è come la foto in studio dove tutto viene predisposto e studiato a tavo-
lino a partire dallo sfondo, il soggetto, le luci etc.
Il reportage sociale in questo caso è come una caccia. La foto giusta non sai quando la
farai. Quando arriva il momento lo senti. E’ un istinto!

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Non ho soggetti preferiti. Mi affido alla mia curiosità e agli stimoli che ho quando mi si
presenta l’occasione di scattare.

In che modo hai fatto conoscere il tuo lavoro?
Attraverso mostre, concorsi e frequentando circoli fotografici. Un altro potente mezzo
per far conoscere il proprio lavoro è senza dubbio Internet.

E i tuoi progetti futuri quali sono?
Sto lavorando ad una raccolta di immagini di Venezia a colori.