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n.7, MARZO 2006
Grande Fratello?
No, grazie
Sempre più reality affollano la nostra televisione su tutti i
canali. Reality di tutti i generi dove spicca, indiscutibilmente, il Grande
Fratello. I concorrenti devono stare 100 giorni chiusi in una casa senza
prendere contatti con nessuno al di fuori di essa, perennemente sorvegliati
dalle telecamere televisive. Una situazione, questa, che rispecchia perfettamente
il terrificante panorama futuribile di George Orwell nel libro “1984”
scritto alla fine della seconda guerra mondiale. Nel libro, infatti, tutte
le persone, nessuno escluso, vengono sorvegliate 24 ore su 24 per tutta
la loro vita da sofisticati apparecchi che dipendono in tutto e per tutto
dal Grande Fratello. Ma chi è, in realtà, il Grande Fratello?
George Orwell ce lo descrive come un dittatore che nessuno ha mai visto
di persona. Proprio da questo dittatore è stato tratto il nome
del reality. Una coincidenza? Io non credo! Il Grande Fratello, infatti,
manipola non solo il pensiero e il modo di essere dei propri concorrenti,
ma anche quelli delle persone che lo guardano e che lo rendono il sogno
più ardito. Provate a immaginare: un giorno vi viene proposto di
far parte del Grande Fratello, voi accettate, partecipate , quando uscite,
diventate un’altra persona: diventate una ”star” della
televisione. Molti potrebbero dire “Ah, come sono fortunato”.
Io invece penso che dal momento in cui voi accettate siete perduti. I
personaggi dello spettacolo, oggi, sono quasi tutti standardizzati e si
comportano proprio come vorrebbe il “G.F.”: danno molta importanza
all’aspetto (anche l’occhio vuole la sua parte) ma facendo
questo trascurano tutto il resto; soprattutto la cultura. La causa di
questo comportamento è, principalmente, lo scopo dei reality: uno
per vincere deve sembrare più simpatico possibile per essere, quindi,
il più votato. Questo esclude categoricamente un muscolo che deve
essere sempre allenato: il “cervello”. E in questo, ancora
una volta, vince il “G.F.”. chi può dire, infatti,
che oggi non siamo un po’ tutti manipolati da lui? Chi può
dire di non essere
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