sommarioLo Strillone online 2008

Storia, tradizioni e un'interessante rassegna di maschere tipiche

Il carnevale di Venezia

COS’E’
Il carnevale è un periodo dell’anno caratterizzato da animato divertimento e festeggiamenti burleschi; è inoltre una delle feste più antiche e più conosciute della tradizione veneziana, per il fascino che esercita e per il mistero che continua a possedere
nei secoli. Un viaggio alla scoperta di un mondo fantastico, fatto di musica, teatro e magia, dove gente di ogni paese può vivere lo scherzo, la maschera, il trucco, giocare a nascondersi, per poi svelarsi e…sorprendere! Il Carnevale viene spesso celebrato
da balli, sfilate e cortei allegorici, situazioni di incontro e festa collettiva, caratterizzate tutte dalla presenza di sfarzose e spettrali maschere. Questa festività è sempre stata considerata
come la festa del popolo. In questi giorni d’allegoria,il mascherarsi diventa un modo per nascondere la propria identità, per uscire dal quotidiano, fingendo di essere chi non si è.

LE ORIGINI
Il Carnevale ha origini molto antiche: la prima testimonianza di questa festa risale ad un documento del Doge del 1094 in cui la parola viene citata per la prima volta. Nel periodo che solitamente andava dal 26 dicembre al giorno delle Ceneri, i veneziani si riversavano a far festa per le strade indossando
maschere e costumi multicolori.
Capitava però molto spesso che i festeggiamenti cominciassero già il primo di ottobre. La tradizione, interrotta nel centro storico dalle dominazioni francese e austriaca per paura
di ribellioni della popolazione, è ripresa nel 1979. Da allora è diventato il primo avvenimento turistico veneziano e migliaia di persone di tutto il mondo si riversano in laguna per festeggiare
il Carnevale in un modo considerato unico al mondo per varietà
di figure, suoni e colori.

NEL SETTECENTO
In quel periodo il Carnevale, con le sue feste, i suoi spettacoli, le sue maschere, i suoi teatri, la sua Casa da Gioco Pubblica, comincia a diventare un’attrazione turistica per tutta Europa, accogliendo migliaia di visitatori incuriositi di vivere quella atmosfera molto particolare ed effervescente.
Venezia diventa “La calamita d’Europa”.

LE MASCHERE IERI
L’utilizzo delle maschere da parte dei veneziani e delle migliaia di forestieri che arrivano a Venezia per vivere il famoso Carnevale, già allora attrazione turistica,ha fatto nascere la domanda di maschere. E’ così sorta la figura dei “maschereri”degli artigiani costruttori di maschere. Il travestimento veneziano per eccellenza è la bauta, indossata da uomini e donne:una mantellina nera abbinata sempre ad un cappello a tricorno nero e a una larva, maschera bianca che celava il viso:con la bauta era garantito il totale anonimato. È la “maschera che ogni disuguaglianza agguaglia” usata sia dagli uomini che dalle donne, non solo durante il Carnevale ma nelle feste, nei teatri, negli incontri amorosi. Altra maschera utilizzata dalle donne era la moretta, ovale di velluto nero che restava sul volto della dama grazie ad un bottoncino stretto tra i denti. Diffuso anche il domino, un lunghissimo mantello con cappuccio che copriva il volto.

LE MASCHERE OGGI
La città pullula di persone in maschera che allegramente invadono calli e campielli cercando di divertirsi e di farsi notare. In quei giorni può capitare di veder sfilare di tutto. Piazza San Marco e i principali campi della città si offrono come straordinario palcoscenico a chi vuole diventare, per qualche ora o tutt’al più qualche giorno all’anno, protagonista di un’altra vita.

LE MASCHERE TIPICHE
E’ in teatro che la maschera trova la sua consacrazione ufficiale, e alcuni personaggi della commedia dell’arte diventano veri e propri stereotipi che ben si attagliavano alla società veneziana.
Ecco allora Pantalone, il saccente dottor Balanzone, il servo furbo Brighella e quello sciocco Arlecchino, infine la scaltra Colombina e Pulcinella.
Ma vediamo più approfonditamente queste famose maschere:

 

ARLECCHINO
Il servo sciocco e goffo, perennemente bastonato dal padrone, ladro e bugiardo, sempre alla ricerca di cibo e denaro. È innamorato di una servetta (di solito Colombina) e indossa un abito a toppe multicolori e una mascherina nera. Porta anche un bastone legato alla vita.

PULCINELLA, il ladruncolo, chiacchierone e vorace, che cerca di rendersi necessario ai grandi, ma è di natura pigra e credulona ed è capace di cambiamenti d’umore repentini. Indossa un camicione bianco e una maschera nera, che copre quasi metà del viso, con un lungo naso a becco.

PANTALONE, rappresenta il mercante veneziano ricco e intraprendente che concede prestiti a interessi molto elevati. È anziano, irascibile, pedante, avaro e maldicente. Il suo costume è composto da una zimarra nera, farsetto rosso e calzoni al ginocchio; porta anche una borsa di pelle legata alla vita e babbucce nere con la punta rivolta verso l'alto. Sul volto ha una mezza maschera nera dal lungo naso adunco e la barbetta appuntita.

Il DOTTOR BALANZONE, detto anche il Dottore è un uomo di legge (più raramente un medico) saccente e pedante. Parla in dialetto bolognese, esprime opinioni su qualsiasi argomento,
è solito citare a sproposito frasi latine e formulare discorsi interminabili e strampalati. È caratterizzato da un abito nero, porta gorgera e polsini bianchi, secondo la moda spagnola. Sulle spalle haun'ampia toga, anche questa nera, e in testa un cappello nero a tesa larga.
Ha, inoltre, un pugnale (o, in altri casi, un fazzoletto) alla cintura e libri o manoscritti sotto braccio. Porta gli occhiali e una maschera nera che gli copre solo il naso e la fronte.

COLOMBINA, rappresenta la servetta, un po’ maliziosa e civettuola, che passa abilmente bigliettini agli innamorati. Spesso fa coppia con Arlecchino. Il suo costume consiste in una camicia bianca (con o senza corpetto), una gonna azzurra a balze e un grembiule bianco. Non porta maschera, ma un fazzoletto sulla testa sistemato come una crestina e fissato da un nastro.

BRIGHELLA, è il servo astuto, malizioso, opportunista, insolente e ladro.
Il suo costume è composto da una giacca con pantaloni listati di verde (in modo molto simile a una livrea) e un mantello bianco con il colletto. Porta, inoltre, uno spadino, una scarsella di pelle e un berretto a sacco. Ha una folta barba nera e baffi
da cavaliere e indossa anche una maschera verde oliva, che copre solo metà del viso, col naso aquilino.

 

La maschera più giovane, inventata nel 1670, è quella di PIERROT. Al principio era uno dei tanti servi sciocchi, ma sempre caratterizzato dall'onestà e dall'amore per la verità, e nel corso degli anni si trasformò in un muto e romantico sognatore. Vestito con larghi pantaloni di lucida seta bianca, una lunga casacca guarnita di grossi bottoni neri, ampio colletto di pizzo bianco, una papalina nera sul capo e babbucce nere. Ha il volto imbiancato, un'espressione triste e malinconica.
Una lacrima disegnata gli scende fino a metà guancia.

CURIOSITÀ
Il termine carnevale deriva dal latino medievale “carnem levare” che significa “togliere la carne” dalla dieta in osservanza al divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima.

I DOLCI DELLA TRADIZIONE
I pasticceri erano riuniti nell’Arte degli Scaleteri, che prendeva il nome dalle “scalete”, ciambelle la cui forma ricordava un’inferriata o una piccola scala: pare che fossero dolci
di nozze. Ora non sono più prodotti, ma sulla tavola veneziana non mancano i “golosessi”,deliziosi dolcetti e biscottini da intingere nel malvasia o nello zabaione, come i“bussolai”, i “baicoli”, i “zaeti” di farina di polenta. Frittelle e galani sono
il simbolo stesso del Carnevale.

 
Monica Padoan, Margherita Gaiani, Giulia De Poli,Valentina Largo, Rachele Angiolin, Elena Antinori, Marika Mucciardi, Michele Ballarin IIIB
 

CARNEVALE NEL PASSATO
Il Carnevale di Venezia è di sicuro il più conosciuto al mondo. La prima volta che fu festeggiato era il 1094. Il Carnevale ha tradizioni antiche e una volta si festeggiava dalla prima domenica di Ottobre alla festa dell’Epifania; invece, ora si festeggia dieci giorni in coincidenza del periodo pre-quaresimale. Ma a Venezia la febbre del Carnevale non cessa mai durante l’anno. Una sottile euforia si insinua tra le calli della città e cresce impercettibilmente e suggerisce misteri e atmosfere di tempi andati. Un tempo il Carnevale concedeva ai Veneziani di lasciare da parte le occupazioni per dedicarsi al divertimento.
La gente correva per ammirare i giocolieri, i saltimbanchi, gli animali danzanti e gli acrobati. Mentre i venditori ambulanti vendevano frutta secca, castagne e frittelle. Alcuni carnevali sono passati alla storia: quello del 1571, in occasione della grande vittoria delle forze cristiane a Lepanto quando, la domenica di Carnevale, venne allestita una sfilata di carri allegorici dove si trovava la Fede,la Vittoria e la Morte con la falce in mano per mostrare che anche lei quella volta aveva vinto. Nel 1664, in occasione delle nozze in casa Cornaro a San Polo, si organizzò una grandiosa mascherata alla quale partecipò tutto il popolo. Il 27 Febbraio 1669 il Duca di Mantova sfilò con Indiani, Turchi e persone di colore.Mentre nel 1706 giovani patrizi si travestirono da Persiani, attraversarono la città e si esibirono nei monasteri di San Zaccaria e San Lorenzo.Venezia era allora la patria di pittori e di grandi scrittori della Commedia dell’arte. Nel diciannovesimo secolo, invece,Venezia e il Carnevale incarnano il mito del Romanticismo e la città diventa meta di artisti, scrittori e musicisti di tutto il mondo. Il Carnevale ebbe un momento di pausa quando la città era occupata da Francia e Austria. In seguito il Carnevale perse di intensità e di significato. Solo alla fine degli anni ‘70 del ventesimo secolo alcuni cittadini inaugurano il nuovo Carnevale, nel 1979.

CARNEVALE NEL PRESENTE
Ai giorni nostri il Carnevale richiama persone da tutto il mondo e coinvolge grandi sponsor e reti televisive.
Tra le calli per dieci giorni si svolge una continua rappresentazione di allegria e giocosità: tutti in maschera a festeggiare! Il Carnevale, poi, è sbarcato anche al Lido.
Domenica 3 febbraio al Blue Moon si è verificato il consueto bagno degli ibernisti per festeggiare il carnevale.
Intorno alle 12 di mattina si è radunato un folto gruppo di spettatori che si sono messi ad ammirare questo stravagante evento: gli ibernisti vestiti da carnevale con cappellini e trombette e le donne vestite da hawaiane, tutti accompagnati da un piccolo gruppo di cani. Alla fine, per via dell’acqua fredda, gli ibernisti hanno fatto solo un rapido bagno. Poi ci si è messa anche la pioggia che,come sappiamo bene tutti, viene giù sempre nei momenti meno opportuni. Alla fine c’è stato un rinfresco all’aperto a base di frittelle, galani e prosecco.Verso l’una e un quarto la festa è finita e tutti sono andati a casa.

 
PIETRO GHEZZO,MARCO CAMUFFO,
ENRICO NOÈ E MARCO CEDOLINI IIIB