albero del diavolo

sommarioLo Strillone online 2008

C'era una volta...

Due nonni speciali raccontano a
ELEONORA BOSCOLO IIE

L'albero del diavolo

Mi sembra ieri, quando io e la mia amica Diana, andavamo ogni lunedì, vicino a casa nostra per la scampagnata intorno all’Albero
del Diavolo, oppure quando nel posto in cui oggi c’è il ristorante
“La Favorita” assistevamo all’arrivo a cavallo della Regina di
Savoia, che accompagna suo figlio, molto gracile, al mare per
irrobustirlo. Mi ricordo inoltre che d’estate, sempre io e Diana, ci dirigevamo fino all’imbarcadero per poi prendere il tram che ci faceva attraversare il Gran Viale, con i suoi alberghi e le ville liberty. Ci piaceva ammirare in special modo Villa Eva col parco con i cigni, senza i condomini che oggi la soffocano, per poi farci arrivare
nella zona della Quattro Fontane il cui nome deriva dalla presenza
di quattro grandi vasche d’acqua presenti precedenteemente.
In seguito ci dirigevamo allo Stabilimento Bagni, situato dove ora
c’è il Blue Moon, per un piacevole bagno. Alla fine della nostra
giornata ritornavamo con il tram a S. Nicolò, zona in cui c’era solo
il cimitero ebraico ed un posto dove si poteva praticare il tiro
con l’arco. Mi ritornano alla mente anche le numerose zone disabitate composte solo da dune di sabbia e orti coltivati dai frati.