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Lo Strillone online 2008

C'era una volta
Due nonni speciali raccontano a
ELENA ZANETTI, IIE
L’estate… Ah quanto era bella l’estate prima della guerra!
Nel 1930 tutti erano poveri e le vacanze e le ferie erano molto rare.
In quel periodo avevo dieci anni, mia mamma stava sempre a casa ed io, che allora ero un po’ birichino, prendevo anzi rubavo con i miei amici una delle tante piccole barche che erano attaccate sul pontile di Murano, dove vivevo, e remavo fino a San Nicolò del Lido: che faticaccia! Mi viene ancora male alle braccia al solo pensiero! Però era un piacere remare nella laguna di allora: così limpida, trasparente e poi io con i miei amici mi divertivo!!!
Il Lido era bello e mi piaceva perché era formato quasi interamente da campi e la spiaggia era stupenda! Anche se per arrivarci dovevamo percorrere una lunga strada a piedi… Mi ricordo che io e gli altri bambini, arrivati in spiaggia, ci toglievamo i vestiti, li appallottolavamo sotto le capanne e andavamo a fare il bagno in un mare che a quel tempo era azzurrissimo e cristallino. Poi, dopo aver giocato per ore in acqua la fame si faceva sentire e, allora andavo a bussare al convento dei frati che in verità non erano così generosi. Davano ad ognuno di noi un pezzo di pane che era talmente duro che bisognava inzupparlo nell’acqua delle fontane per poterlo mangiare!!
A fine giornata recuperavamo i nostri vestiti e tornavamo a Murano remando a più non posso sperando di trovare un piatto caldo in tavola…
Negli anni successivi, i miei giorni spensierati, colmi di divertimento ed allegria finirono a causa della Seconda Guerra Mondiale. Che cosa assurda la guerra: in quel periodo vennero costruiti perfino dei fortini per la difesa costiera e le spiagge non erano più così sicure e quindi ero costretto ad andare al Lido con la nonna. Purtroppo il vaporetto più economico partiva alle 8.00, bisognava quindi alzarsi molto presto anche in vacanza! Mi ricordo inoltre che la nonna partiva sempre con un grande borsone pieno zeppo di cose da mangiare. Il lato positivo però c’era: il vaporetto attraccava a Santa Maria Elisabetta e la strada per arrivare in spiaggia era più breve! Il centro in quegli anni era bello perché era pieno di orchestrine, bar e carrozze trainate da cavalli per i turisti! Le spiagge invece non erano tante infatti finivano con l’Excelsior ed erano tutte divise da reti inaccessibili. Mi ricordo che le capanne erano grandi, a righe e molto distanti l’una dall’altra e nelle grandi callette mi riunivo sempre con i miei a mici a fare il gioco della polenta. Le capanne avevano un gradino talmente alto che avevano due ringhiere che ci aiutavano a salire. Era un punto di ritrovo per me ed i miei amici anche quello. Beh, la cosa più bella e più gustosa era che nelle capanne si cucinava e infatti la nonna tirava fuori dal suo magico borsone le uova e le sbatteva con lo zucchero: un delizioso piatto che dava energia, visti i tempi magri. Per passare il tempo io e la mia compagnia andavamo da una spiaggia all’altra nuotando fino alle dighe che allora erano poche e molto lontane tra loro. Tornavamo a casa per la cena molto presto io e nonna, e spesso lei mi comprava un bastoncino squisito di frutta caramellata da un tizio con una bancarella vicino alla motonave diretta per Venezia! Penso che il Lido di allora sarebbe piaciuto anche a voi! Anche se con l’arrivo della guerra…
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