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Lo Strillone online 2008

un racconto scritto a quattro mani
La nostra isola
Sognando ad occhi aperti: love-story tra Marta e Giovanni
S. Valentino: da centinaia di anni ormai si sussegue questa tradizione. E’ nata al tempo degli antichi romani, quando un uomo aiutò dei cristiani perseguitati e così fu messo in prigione. Lì s’innamorò della figlia del guardiano e firmava ogni messaggio d’amore che le inviava con: “il tuo Valentino”.
Questo santo morì il 14 Febbraio e in suo onore da tempo ormai si festeggia l’amore.
Come l’amore, anche S. Valentino può essere tragico o meraviglioso. Quello di quest’anno per me è stato il più bello della mia vita.
Mi chiamo Marta, ho 15 anni, sono castana, ho gli occhi azzurri e come la maggior parte delle ragazze della mia età sono alle prime armi con l’amore.
Circa due mesi fa ho conosciuto il mio Giovanni, un ragazzo fantastico, moro con gli occhi verdi, ma la cosa che mi piace veramente di lui è che mi capisce, mi ama per quella che sono. Moltissimi criticano il nostro amore perché…Gio ha 18 anni e frequenta anche ragazzi più grandi di lui.Ma secondo noi, non è un amore impossibile, infatti non conta la differenza di età, basta amarsi veramente: il nostro è un vero amore.
Con Gio trascorro momenti indimenticabili tra coccole, baci e pazzie da adolescenti.
Ieri per esempio, il 14 Febbraio, la festa più attesa da noi ragazzi, mi ha fatto una sorpresa che non scorderò per nulla al mondo.
Stretta al mio ragazzo, sulla sua piccola vespa bianca, sentivo il freddo del lungo mare che con i suoi gelidi aghi lottava per stringermi nella sua morsa, ma non era tanto potente da riuscire a sovrastare il calore dell’amore che provavo in quel momento…Non sapevo bene dove mi stesse portando, ma ero sicura che non l’avrei mai dimenticato. Arrivati, scendemmo dalla lambretta. Si mise dietro di me e dopo avermi coperto gli occhi con le mani mi spinse in avanti per un po’.
Quando mi tolse le sue calde mani dagli occhi mi condusse tenendomi per mano su una vecchia scala a chiocciola.Quando questa finì, ci ritrovammo in una stanzetta dall’arredamento marinaro. Le piccole e rotonde finestrelle dalle tendine blu mi facevano intravedere i gabbiani in volo e si sentiva il rumore delle onde del mare mosso che si infrangevano sugli scogli della diga…Avevo capito: mi aveva portata nel faro.
Dolcemente, mi condusse verso il piccolo terrazzino a mezza luna, aprì la porta finestra dal vetro corroso dal vento: eravamo in mezzo al mare, con il vento che ci faceva volare i capelli.
Dietro di me sentivo un respiro caldo che mi cullava in sogni meravigliosi. Un respiro che mi dava un senso di protezione…ma che mi amava. Lui era dietro di me e mi teneva i fianchi: abbracciato mi baciava il collo e insieme guardavamo il più bel tramonto della nostra vita. Quando il sole scomparve, ci ritrovammo sotto alla luce magica della luna. Era una luce che faceva brillare dolcemente i suoi occhi nei miei…
C’eravamo solo noi due, nessun altro: era come essere in un’ isola deserta, ma non era un’isola qualunque, era la nostra e lo rimarrà per sempre.
Carlotta Zagnoni e Teresa Fornaro IIIC
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