sommarioLo Strillone online 2008

L'Oasi degli Alberoni

L’isola del Lido nel corso dei secoli ha mutato di aspetto.
Essendo l’isola esposta all’azione costante delle intemperie, rischiava di essere sommersa dalle acque; a buon proposito l’uomo è intervenuto con opere di bonifica e di protezione; ma, se da una parte hanno salvato l’isola da danni irreversibili, dall’altra ne hanno profondamente modificato l’aspetto, tanto che nel corso dei decenni ogni zona del territorio è stata abitata dall’uomo.
Tuttavia esistono ancora delle zone non contaminate come l’area di S. Nicolò e in particolare la pineta degli Alberoni, oggi fascia protetta del WWF.Alle spalle delle dune si estende una vasta pineta di circa 30 ettari, che offre rifugio a molti animali ed è il luogo ideale per la crescita di numerose specie vegetali. Tra le piante che si sono spontaneamente riprodotte vi sono: lo sparto pungente, la medica marina, il pino domestico, il pino marittimo, il leccio, l’orniello, la roverella, il pioppo bianco, il giunco nero e la canna palustre. La pineta e le dune circostanti sono ricche di specie animali, tra cui mammiferi, rettili, anfibi e, in particolare l’avifauna: il picchio, il gruccione, il piccione, i passeriformi, il falco di palude, il fraticello e il fratino nidificano numerosi sulle dune e sugli alberi. Spesso durante le escursioni si può sentire il canto suggestivo della civetta o il sibilo del biacco, un comune serpente dell’isola. In questa zona l’uomo può ritrovare una dimensione che difficilmente è riscontrabile altrove: il contatto con la natura è assolutamente fantastico ed irripetibile e sempre più introvabile in altri luoghi.

                                                                                                         Jacopo Bernardi IID