sommarioLo Strillone online 2008

Racconto

Peter Evens nella foresta dell'Amazzonia

Peter correva… correva veloce incurante dei rami e delle foglie che gli colpivano il viso e gli frustavano le gambe. Il cuore gli batteva all’impazzata e sembrava che i polmoni gli scoppiassero nel petto, ma il suo unico pensiero era continuare a correre… correre per mettere più distanza possibile tra lui e quell’uomo che l’aveva accolto al suo arrivo all’aeroporto.
Certo, quando l’aveva visto per la prima volta non aveva avuto nessun sospetto e l’aveva seguito. Ma appena era salito in auto qualcuno gli aveva calato un cappuccio nero sulla testa e gli aveva legato saldamente gambe e braccia. L’auto era partita sgommando e il viaggio era durato per un tempo che gli era parso interminabile.
Quando finalmente lo avevano fatto scendere e gli avevano tolto il cappuccio era ormai così buio che non aveva potuto vedere nulla. Solo con le prime luci dell’alba si era accorto di essere rinchiuso in una stanza con le pareti di legno e una finestra socchiusa.
Subito aveva pensato: “Mi hanno rapito di sicuro per impedire a mio padre di portare a termine il suo progetto”. Ma non è ancora nato quello che sarebbe riuscito a tenere prigioniero Peter Evans. Ho dodici anni, sono figlio di un ingegnere ambientale e di una biologa di fama internazionale, sono sveglio, coraggioso e atletico.... In breve si era liberato delle corde, era corso alla finestra e visto che si trovava al piano terra era saltato fuori ed era corso via.
Poco dopo però si era accorto di essere inseguito e si era messo a correre. All’improvviso il sentiero su cui correva deviò e apparve un ponte. Era un ponte di corde molto vecchio. Le assi del fondo apparivano sconnesse e le corde erano rotte in più punti. Si fermò.
Proseguire o nascondersi? Scelse di proseguire. Con cautela guardando bene dove metteva i piedi e aggrappandosi alle corde con le mani prese ad attraversare il ponte ma arrivato a metà il ponte cominciò ad oscillare paurosamente. Accelerò il passo e con un balzo raggiunse l’altra sponda proprio mentre dietro di lui il ponte crollava. Lentamente si girò ad osservare la gola che aveva appena attraversato e capì che era in salvo.
Nessuno avrebbe potuto raggiungerlo senza quel ponte. Con calma riprese il cammino…

                                                                                                         Giovanni XXIII IIIA