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Lo Strillone online 2008

sulle tracce delle antiche tradizioni veneziane: la gondola
C'era una volta un pezzo di legno... e un mastro falegname
Se state pensando a Pinocchio siete distanti mille miglia… noi vi vogliamo parlare della GONDOLA !!!
Remer, squerariol, maestro d’ascia, nomi che a noi suonano ormai strani, spesso mai sentiti, ormai in “estinzione”. Eppure sono gli artigiani specializzati nella costruzione di imbarcazioni in legno, quali la gondola, ovviamente, e degli attrezzi che servono a condurla come la forcola e i remi.
Noi, prima D della scuola Vettor Pisani, siamo andati a trovarli e a parlare con loro ma, prima, ci siamo documentati(tramite un laboratorio fatto in classe)con letture sulla storia della gondola e disegni illustranti i nomi delle varie parti e legni che la compongono.
Il nostro scopo era quello di conoscere una tradizione, così importante per Venezia, in via di estinzione.
La gondola è certamente l’ imbarcazione più fotografata al mondo e la sua immagine è diventata simbolo di Venezia. D’altronde se la città lagunare è unica al mondo altrettanto possiamo dire della gondola: la sola imbarcazione di circa 11 metri e 600 kg di peso a poter essere manovrata con leggerezza e facilità da una persona e un solo remo!
Ma è singolare anche per le sue caratteristiche costruttive :è ASSIMETRICA , cioè il lato destro è assai più stretto del sinistro, 24 centimetri in meno, quindi la curvatura dell’ orlo è assai più accentuata a sinistra che a destra. Questa inclinazione attenua l’ effetto rotatorio verso sinistra della spinta del remo di un solo vogatore , i cui 2 movimenti sono detti ‘” premer e stalir ”.
La gondola ha il fondo piatto che le consente di superare anche fondali di pochi centimetri, come quelli lagunari e viene costruita “su misura” del gondoliere soprattutto in base al suo peso, come 1 paio di scarpe.
Ben 8 tipi di legno servono per costruirla: abete, larice, ciliegio, noce, olmo, rovere, tiglio, mogano e 280 sono le parti che la compongono. I soli elementi in metallo sono il caratteristico “ferro” di prora (dolfin)e il “risso” di poppa.
La tradizione vuole che i “pettini” anteriori del ferro di prora (prua) rappresentino i 6 sestieri in cui è divisa la città e quello posteriore, l’isola della Giudecca ; la curvatura a “S” dovrebbe simulare l’andamento del canal grande; la parte superiore invece rappresenta il corno ducale.
Un tempo era posta al centro della gondola una cabina di legno e prima ancora di felci, da cui il nome di “felze” , che serviva da riparo ai passeggeri delle intemperie o dagli sguardi indiscreti; oggi è completamente in disuso in quanto ostacola la visibilità, essendo la gondola destinata ormai ad un uso quasi esclusivamente turistico. Il felze era fatto di un panno speciale, chiamato rassa, da cui deriva il nome della Calle delle Rasse ( a S. Zaccaria ), dove anticamente si trovavano appunto delle botteghe per le lavorazione di questo tessuto.
La gondola ha subito molte trasformazioni nel corso dei secoli, sia nella struttura che nelle finiture, e quello che vediamo oggi è l’esito di un lungo processo di evoluzione e di adattamento alle diverse esigenze dei naviganti e alle mutate caratteristiche delle acque. Un’ordinanza della Serenissima dell’8 Ottobre del 1562
Impose l’uso del colore nero, mentre prima le gondole erano tutte colorate e decorate, ma se ne uniformò il colore per frenare le gare di lusso e gli sfoggi di vanità fra i nobili. Il termine “gondolam” compare per la prima volta nel 1094. La storia della gondola si intreccia dunque, strettamente, con la storia della città.
A questo punto eravamo sufficientemente informati sull‘argomento e tutte le nostre curiosità si sono tradotte in un questionario, che abbiamo preparato con l’insegnante, da sottoporre agli artigiani sotto forma di intervista.
Quindi, armati di penne e carta per appunti ( ma anche di cellulari e ipod ) siamo partiti alla volta di San Pietro di Castello per incontrare come prima tappa lo Squerariol Novello.
Tra calli e campielli, nel cuore di Venezia, alla fine di una calle che non prometteva niente di buono siamo giunti allo Squero.
Il nome deriva dal veneziano “squara “ , squadra , arnese indispensabile ai carpentieri . Qui , in un ordinato disordine di attrezzi e assi di legno ci ha accolto lo “squerariol”, il maestro d’ascia che costruisce le gondole, il quale ha risposto alle nostre domande con benevolenza e disinvoltura…
“ è un mestiere duro” ci ha detto “ che bisogna amare”. Lui ha seguito le orme di suo padre ed è felice di fare un mestiere per la sua città, per mantenere viva la tradizione. “ Noi Veneziani abbiamo l’ acqua salata nelle vene !”.
Le abilità che bisogna avere sono:“ occhio”( per verificare l’armonia delle linee ) “mani abili” ( per realizzare alla perfezione il progetto ), ma soprattutto bisogna avere “cervello” che coordini gli altri 2.
Si lavora molto, quasi tutto il giorno, ma si guadagna molto bene anche se ci sono molte spese, il legname costa caro.
Sarebbe felice di poter insegnare questo mestiere a qualcuno di noi. La costruzione di una gondola è un lavoro duro e complesso che parte dalla scelta e dalla preparazione del legno necessario fino alle rifiniture personalizzate richieste dai gondolieri.
Una gondola costa tra i 25.000 e i 30.000 € e ci vogliono circa due mesi per costruirne una!
Un riccone americano gliene aveva commissionate 100 per la sua catena di alberghi, forse credeva che si costruissero in fabbrica!! Ovviamente lo squerariol ha dovuto rifiutare:avrebbe infatti dovuto tenere impegnato il suo laboratorio per ben venti anni( in un anno infatti si costruiscono circa 5 o 6 gondole ) e per un “foresto”, mentre a lui interessa lavorare per la sua città e per conservare le sue tradizioni più importanti.
“Ogni gondola” ci dice “è diversa dall’altra” e lui le ama tutte, ciascuna nella sua diversità e bellezza; le considera delle figlie e quando gira per Venezia riconosce con affetto le sue ( ci sono tre squeri nella città ).
Avevamo poi letto che la composizione della tintura nera della gondola era tenuta gelosamente segreta; in realtà lo squerariol Novello ci ha spiegato che si tratta di semplice vernice, il segreto consiste invece in come si applica il colore.
Una curiosità:per il varo della gondola è necessaria la benedizione del prete, altrimenti l’ imbarcazione non può entrare in acqua. Tuttavia il prete non benedice solo la gondola, ma anche chi l’ha costruita col duro lavoro. Una gondola dura circa 30 anni.
A San Zaccaria invece abbiamo visitato il laboratorio del remer sig. Brandolisio :
uno straordinario ambiente cosparso di trucioli e inondato da un odore intenso di legno con numerose forcole e remi accostati alle pareti…Sentite un po’ cosa egli ci ha raccontato.
Un giorno, il nostro remer per gioco provò a fare una forcola ( le forcole sono quegli splendidi oggetti che nelle gondole servono per appoggiare il remo ) e quando la finì era così entusiasta del suo lavoro che pensò di iscriversi a un corso per diventare remer e così andò a lavorare in una falegnameria. Con il tempo diventò abile nel suo lavoro.
Oggi lavora 8 ore al giorno e guadagna anche lui molto bene.
Veramente incuriositi da questo strano e unico mestiere gli abbiamo fatto qualche domanda particolare.
Ci ha raccontato alcuni segreti di costruzione dei remi e delle forcole; abbiamo scoperto, ad esempio, che per costruire un remo si impiega una giornata, invece per la forcola ce ne vogliono 3 ;quello che però porta via tanto tempo è la stagionatura del legname che può arrivare anche ad un anno.
Per diventare un bravo remer ci vuole costanza e molta applicazione e dopo 4-5 anni si possono vedere i risultati dei sacrifici fatti. Le difficoltà nella costruzione di remi e forcola sono uguali.
In un anno un bravo remer può arrivare a costruire 30 remi e 10 forcole, e questi costano rispettivamente 300 e 800 €.
Il nostro amico riceve richieste anche dall’estero, da parte di persone che desiderano acquistare questi oggetti solo per bellezza e arredamento.
Grazie agli intagli della forcola ci sono 8 modi “per comandare” la gondola: fermare, “siar”(fermata improvvisa) girare a destra /sinistra …
Il legno che si usa per costruire il remo è il ramino e per la forcola il noce. La durata di un remo è di circa un anno, mentre per la gondola si parla di circa 25 anni .
Come per gli squeri, a Venezia ci sono altre 3 botteghe di remer.
Se volete fare questo lavoro il nostro remer sarebbe molto contento, però la cosa più importante che bisogna avere è la precisione e l’occhio che comunque verranno nel tempo. Vi consiglia questo mestiere solo se vi piace, quindi fatevi avanti!!!
Chi vorrebbe essere il prossimo squerariol o remer?
Ah!Vi ricordiamo che per ora non ci sono donne che svolgono questi mestieri: che sia ora di cambiare?
A cura di:
Laura Biondi
Vera Garbizza
Chiara Marascalchi
Claudia Marin
Ilaria Marvilly
Teresa Rossetto
Con la collaborazione di Nicola Brustoloni ( correzione bozze )
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