|
|
MA DAVVERO CON UN TATTOO SIAMO PIU’… “TOSTI” ?!?TATTOOMANIAIl tatuaggio ha origini antichissime di oltre 5.000 anni! Troviamo tatuaggi sui corpi delle danzatrici egizie, presso gli antichi romani, che credevano nella purezza del corpo, è addirittura vietato! Tra i primi cristiani era diffusa l’usanza di tatuarsi la croce di Cristo sulla fronte. Nel 1796 il capitano inglese James Cook, approdando a Tahiti, scopre che il tatuaggio ha importanza culturale e che si pratica con una conchiglia affilata attaccata ad un bastoncino, da qui il nome “tattoo”, che ricordava il rumore prodotto del picchiettare di bastoncino sull’ago per bucare la pelle. Per molti secoli i tatuaggi diventano il marchio per minoranze etniche, marinai, carcerati e veterani di guerra. Negli anni 70-80 i punk e i bikers adottano il tattoo come simbolo di ribellione nei confronti della società. Oggi il tatuaggio esprime il ricordo di un momento particolare, una data importante, un modello estetico per molti giovani. A me piacciono i tatuaggi ma non lo farei mai…almeno per ora! Si rischiano malattie e sono quasi impossibili da togliere e inoltre è pur sempre una moda e nel corso della vita ci si può stufare di “portarlo”…Li trovò però molto belli sui corpi delle modelle per scopi fotografici e spesso questi sono etnici, tribali, arabi o indiani. Se una persona ha bisogno di tatuarsi per essere più “tosta” allora siamo proprio nei guai! Giulia Santi IIE |