sommarioLo Strillone online 2008

Vacanze: un modo per rovinarle...

Le vacanze….periodi di divertimento o scuse dei proff. E delle maestre per assegnare il doppio dei compiti ?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare una prima considerazione sulla durata delle vacanze, infatti possiamo dividere le cosiddette vacanze in 3 gruppi:
-le vacanze “lunghe” dai 18 giorni in su, dove dare dei compiti è giusto per tenere il cervello in movimento.
-le vacanze “medie” dagli  8 ai 18 giorni, dove un po’ di compiti si possono dare…ma senza esagerare.
-le vacanze “corte” fino a 7 giorni, dove i compiti non si dovrebbero proprio dare, per lasciarci rilassare un po’,allentare un po’ la tensione.

Una seconda considerazione riguarda noi studenti, anche in questo caso proprio a dividerci 9in due categorie principali:
-i “rigorosi”: sono quegli studenti che, per merito proprio o dei genitori, si impegnano a svolgere tutti i compiti assegnati.L’ ultima vacanza “media” è stata quella di Natale, questa è stata la situazione:al mattino o al pomeriggio a svolgere i compiti e il resto del tempo in giro con gli amici, a sciare o , in alcuni casi, a prendere il  sole su una spiaggia;non tanto male in fondo,a studenti di altre classi è andata anche peggio.
-i “compresi”:sono quel tipo di studenti,a dire il vero meno numerosi rispetto al primo gruppo, che, per merito proprio o dei genitori, non si fanno “rovinare” le vacanze ed arrivano a scuola con “motivate” giustificazioni, che hanno la funzione di vaccino contro il terribile virus “vacanzae compitus”.

Esistono anche altre categorie ma meno rappresentative di quelle descritte.

Molti genitori condividono l’ opinione che, durante le vacanze “ corte ” (Pasqua, Carnevale..),bisognerebbe lasciare un po’ riposare i figli e che durante le vacanze lunghe è meglio tenere in movimento il cervello che altrimenti finirebbe per arrunginirsi.
Non sempre questa opinione è condivisa dai proff. E dalle maestre; che, singolarmente, per i pochi giorni di vacanza assegnano compiti non troppo pesanti, tuttavia, l’ insieme dei compiti obbliga, il più delle volte a trascorrere le vacanze sui libri.
Altri stati dell’ U.E. hanno scuole molto diverse dalle nostre che non assegnano compiti per le vacanze,come ad esempio la Svezia, o scuole senza voti per i primi  sette anni,come in Danimarca, verifiche uguali per tutti, in Gran Bretagna, ed in Francia hanno il mercoledì libero visto che vanno a scuola il sabato e alle scuole superiori della Finlandia ci sono gli studenti a fare il piano di studio…tutti questi stati hanno cercato di progredire e si sono impegnati per rendere la scuola migliore per tutti.        Anche l’Italia dovrebbe adeguarsi ad un tipo di insegnamento più moderno,a beneficio dell’apprendimento,dei risultati scolastici e nel rispetto del tempo libero degli studenti.

La parola “vacanza” è sinonimo di riposo, di divertimento…e non di impegno e di compiti.
Quindi, per concludere, è giusto assegnare dei compiti per tenere il  cervello in movimento, ma non troppi da rovinare le vacanze.

Anita Ferraro (II E)