
Le meduse
Appartengolo al phylum degli cnidari il cui nome deriva dal greco knidé
che significa "ortica". A questo gruppo appartengono anche gli
anemoni di mare. Le armi delle meduse si chiamano cnidociti: si
tratta di cellule specializzate, distribuite lungo i tentacoli. Gli cnidociti
contengono degli organuli a forma di filamenti sottilissimi e cavi contenenti
veleno, chiamati nematocisti. Quando si sfiorano i tentacoli gli
cnidociti espellono rapidamente le nematocisti che si infilano nella pelle
e vi iniettano veleno. Il veleno è urticante e paralizzante.
Tra gli cnidari più pericolosi ci sono alcune cubomeduse indo-pacifiche,
tra cui la vespa di mare (Chironex fleckeri) i cui tentacoli
possono allungarsi anche fino a cinque metri. Vive nascosta tra le mangrovie
e anche tra le onde è difficilmente visibile. Il malcapitato che viene
avviluppato dai suoi tentacoli subisce gli effetti di un potentissimo
veleno che blocca i muscoli della respirazione e può portare alla morte
in pochi minuti. Anche la caravella portoghese (Physalia physalis),
una medusa atlantica, non è meno pericolosa. Il suo nome deriva dal suo
aspetto che ricorda un veliero. Si mantiene a galla per mezzo di una vescicola
piena di gas e i suoi tentacoli raggiungono anche i trenta metri di lunghezza.
Il veleno causa convulsioni e in qualche caso la morte. La caravella portoghese
si può incontrare anche nel Mediterraneo occidentale. Un'altra medusa
che si sta rapidamente diffondendo nel Mediterraneo è una cubomedusa dell'Atlantico
tropicale: la Carybdea marsupialis che provoca forti ustioni.

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