Natura curiosa

La sula e la sua terribile famigliola

Nel suo interessante libro "Quando i cavalli avevano le dita", J.B.Gould ci racconta del comportamento curioso e, dal punto di vista umano raccapricciante, di un uccello marino delle isole Galapagos: la Sula di Neboux (Sula nebouxi). L'uccello, caratteristico per le zampe azzurre, non costruisce un nido, ma depone le uova sul nudo terreno e delimita l'area di nidificazione schizzando guano in tutte le direzioni attorno a sé e producendo in tal modo un anello biancastro che risalta sullo scuro suolo vulcanico delle isole.

I visitatori possono avvicinarsi a questo nido simbolico per osservare e fotografare le sule che se ne stanno indifferenti e apparentemente tranquille. E' sufficiente però oltrepassare l'anello di guano, anche con la punta del piede, per scatenare nell'animale un atteggiamento aggressivo con una tempesta di grida rauche e beccate.

La sula depone sino a tre uova, a vari giorni di distanza uno dall'altro che si schiudono in momenti differenti. Il nidiace nato per primo è più grosso e più forte dei fratelli minori.

In periodi di abbondanza di cibo i genitori nutrono in modo adeguato i piccoli e la vita famigliare procede tranquillamente. Quando invece il cibo è scarso, un solo figlio ha la possibilità di sopravvivere. Queste situzioni di crisi scatenano, non si sa bene come, un comportamento particolare nel primogenito: non fa altro che spingere i fratelli minori fuori dell'anello di guano. La nostra prima reazione di mammiferi umani potrebbe essere: "e allora?". I fratelli più giovani non vengono feriti e si trovano solo a pochi centimetri dal nido, dove i genitori noteranno sicuramente i loro lamenti e li porteranno prontamente nel nido.

Ma una sula non fa nulla del genere: essa agisce con un rigido criterio di giudizio di tipo "aut-aut". Per loro la regola è questa: se un piccolo è all'interno dell'anello, abbine cura; se è fuori, ignoralo. E se il piccolo tenta di attraversare l'anello per rientrare, viene aggredito dai genitori con la stessa violenza con cui aggrediscono qualsiasi altra "cosa" che tenti di attraversare il muro invisibile.

Visto che i genitori si danno il turno per andare alla ricerca di cibo e custodire i piccoli, viene da chiedersi come mai il coniuge in battuta di caccia può uscire e rientrare violando la sacralità dell'anello senza scatenare il comportamento violento del compagno (o compagna). In realtà la regola non è profanata ma soltanto sospesa in occasione di segnali specifici e riconosciuti che fungono da "biglietto di ingresso".

Se i piccoli sapessero compiere le operazioni di riconoscimento prescritte, potrebbero essere riammessi anche loro nel nido. In realtà essi imparano tali segnali col tempo, e devono impararli giacché crescendo cominciano ad uscire dall'anello quando acquisiscono una mobilità sufficiente per tali escursioni, cosa che avviene all'età di quattro o cinque settimane.

 

 


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