|
Duna: un fenomeno
fisico e biologico
Le dune
dei nostri litorali si formano per l’azione combinata del vento
e di una pianta (Ammophila littoralis). L’ammofila è una
graminacea che vive bene nei terreni sabbiosi ed è la principale edificatrice
e fissatrice delle dune. Se il vento è abbastanza forte, riesce a sollevare
dalla spiaggia dei granelli di sabbia e a trasportarli anche per lunghe
distanze. Il percorso della sabbia trasportata è tanto maggiore quanto
maggiore è la velocità del vento. Quando il vento incontra un qualsiasi
ostacolo (anche piccolo), rallenta la sua velocità e quindi tende a depositare
la sabbia vicino ad esso. L’ammofila rappresenta un tipico ostacolo al
vento e, dove cresce, si accumula una montagnola di sabbia che tende a
sommergere i fusti. La pianta reagisce al seppellimento con l’emissione
di nuovi germogli, i quali frenano ulteriormente il vento, che deposita
altra sabbia. La pianta si irrobustisce e cresce in proporzione alla duna.
La parte sotterranea della pianta conserva tutte le ramificazioni dei
fusti che consolidano così la struttura della duna. La pianta crea anche
un particolare microclima, più fresco e umido, fornendo riparo diurno
per molti invertebrati che non potrebbero resistere altrimenti alla temperatura
della sabbia nelle giornate estive. L’abbassamento di temperatura è dovuto
innanzitutto alla zona d’ombra offerta dalla pianta. Inoltre, la struttura
della parte sepolta della pianta aumenta il fenomeno di capillarità: l’acqua
presente negli strati di sabbia più profondi risale in superficie, inumidisce
gli strati superficiali ed evapora, contribuendo all’abbassamento ulteriore
di temperatura.
Le dune costiere
possono raggiungere parecchi metri di altezza e costituiscono un’efficace
barriera per i venti che spirano dal mare. Il primo cordone di dune, prospiciente
al mare, è sempre più elevato rispetto ai successivi, meno esposti al
vento e più ricchi di copertura vegetale.
|